Festa di Sant'Anna a Lastra a Signa

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Festa di Sant'Anna a Lastra a Signa

Festa di Sant'Anna a Lastra a Signa
Lastra A Signa
-



Sant’Anna è, nella tradizione cristiana, la mamma della Madonna, di Maria – è quindi la nonna di Gesù –, e sorella di Santa Elisabetta, mamma di San Giovanni Battista. Il suo culto viene importato in Europa al tempo delle Crociate, con lo sviluppo della venerazione delle reliquie e dei Santi orientali, e si diffonde rapidamente lasciando importanti tracce nell’arte.

Abbastanza particolare è la storia della Festa di Sant’Anna di Lastra a Signa, per la natura tutta “politica” della venerazione che sia i Medici che la Repubblica Fiorentina avevano nei suoi riguardi. Si sa che in antico le vicende dei popoli erano regolate ed intersecate con la religione, che specialmente nel Medioevo aveva un importante ruolo politicotemporale.

Intorno al 1340 la Repubblica Fiorentina era dilaniata da lotte interne che di fatto la rendevano ingovernabile; per trovare un po’ di pace i notabili pensarono (come era consuetudine al tempo) di affidare il comando cittadino ad un Podestà che non avesse interessi in città, in modo che fosse al di sopra delle parti, e nominarono Gualtieri di Brienne, nobile di origine francese e Duca d’Atene. Mai scelta fu più sbagliata: dopo meno di un anno era già odiato da tutti, popolo e nobili. La rivolta scoppiò il 26 luglio del 1343; al suono di tutte le campane cittadine la popolazione, con i nobili in testa, assaltò Palazzo Vecchio (allora Palazzo del Podestà) e cacciò il Duca.

Il Villani, nelle sue cronache, scrive che il giorno di Sant’Anna a Firenze doveva essere considerato come la Pasqua della resurrezione di tutto lo Stato. La madre di Maria divenne quindi la Santa della libertà e dell’indipendenza di Firenze.

A Ponte a Signa c’era, nella torre costruita a difesa del guado e del successivo ponte, una guarnigione della milizia fiorentina che controllava il passaggio di uomini e merci, curando al tempo stesso la riscossione delle gabelle per chi passava sia sopra che sotto (navicelli di tute le dimensioni) il ponte. La festa per la liberazione cittadina interessò anche la truppa di stanza nella Torre, e con loro anche il borgo sorto tra il ponte e la Torre: fu così che Sant’Anna divenne la patrona di Ponte a Signa. Della Festa locale troviamo tracce sparse in molti documenti successivi; tra i più significativi uno della fine del Seicento, nel quale si legge che il Proposto di San Martino a Gangalandi offriva ai chierici del Duomo, che erano venuti a cantare la Messa Solenne di Sant’Anna, una tazza di cioccolata.

Avvicinandosi ai tempi nostri troviamo: la corsa dei cavalli sciolti, con partenza dalla porta pisana delle mura di Lastra ed arrivo nella piazza del Ponte; gare di navicelli in Arno; la cuccagna alla marinara; concerti di varie bande musicali sulla “scesa” del Ponte e, in mezzo allo stesso (dove ora c’è la passerella pedonale), lo scoppio del carro con i fuochidi artificio; e fiere di tutti i generi.

Quasi dimenticata negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, la Festa è stata ripresa – tra alterne vicende – da un gruppo di cittadini; dallo scorso anno, grazie al nuovo impulso dato dalle Amministrazioni Comunali di Lastra a Signa e Signa e dai Comitati locali, torna ai tradizionali quattro giorni con festeggiamenti “storici” tra i quali i “Fochi”, a testimoniare la volontà delle Amministrazioni di fare dell’Arno non un ostacolo che divide ma una risorsa che unisce le due cittadinanze (Marco Capaccioli Assessore alla Cultura, Turismo, Commercio e Sviluppo Economico).

Per tutta la durata della Festa punti “Gastronomici” con specialità culinarie della tradizione: dalle ore 19.45.


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