Dermartite atopica, come difendersi

Pubblicato il 18/10/2018 by In Your Life
Forte prurito, macchie bianche, rossore e nei casi più gravi ferite ed escoriazioni; la pelle si desquama durante la fase cronica. La dermatite atopica è una malattia della pelle che provoca nei soggetti colpiti un forte stress non solo fisico ma anche emotivo a causa dei sintomi ben visibili su tutto il corpo.

La dermatite atopica nel 60% dei casi colpisce i bambini nel primo anno di vita e nell'80% fino a 5 anni. Vedere il proprio bambino grattarsi, soprattutto di notte, porta molti genitori alla disperazione, a causa della mancanza di cure specifiche e definitive. Nei soggetti più piccoli, infatti, la dermatite atopica si sviluppa nelle giunture di braccia e gambe, polsi, dorso, sotto il collo e sul viso.

Anche gli adulti ne sono coinvolti creando un forte disagio nella vita sociale di tutti i giorni.



Diagnosi

Con i primi sintomi è fondamentale rivolgersi ad un medico specializzato, in questo caso un dermatologo, per definire la natura e i fattori che hanno portato alla comparsa della dermatite atopica. Non si esclude una predisposizione genetica, ma elementi esterni allergenizzanti possono incidere notevolmente sulla comparsa e sul decorso della malattia.

Si è constatato, infatti, che eliminando componenti e allergeni, anche alimentari, la qualità della vita migliora grazie alla graduale riduzione dei fastidiosi sintomi, soprattutto del prurito.

E' importante definire un corretto inquadramento e terapia.
Nell’inquadramento una valutazione con prick test per allergeni inalanti e alimentari e una valutazione con patch test, comprensiva dell’atopy patch test, può essere utile (in selezionati casi)
.” confermano le dott.sse Gentili e Tarocchi dopo anni di esperienza nel settore.

Cure

Come dicevamo non esistono cure definite. E' necessario mantenere ben idratata la parte interessata con creme specifiche, evitando la secchezza della cute. Durante i lavaggi, come la doccia e il bagno, è necessario usare detergenti privi di sapone, che a lungo andare potrebbero irritare le zone colpite.
Solo nei casi più gravi, in seguito a visita del pediatra o del dermatologo, viene applicato cortisone e vengono prescritti antistaminici.